Più che un omaggio a Renato Carosone,
Renatissimo è un atto dovuto (e devo-to…).
Difficile trovare riunite in un’unica persona tante qualità e tante caratteristiche così diverse tra loro.
La passione per la musica e l’amore per il pianoforte, intrecciate con la necessità di ricerca e innovazione, con il perfezionismo e il rigore dello studio classico; la voglia incontenibile di divertire (e divertirsi), ma anche un animo spiccatamente riservato e romantico, tenuto volutamente – e colpevolmente – ai margini della sua produzione musicale.
Genio vero e persona altrettanto semplice e genuina, Renato è stato un americano di Napoli ma forse ancor più un napoletano d’America, tra boogey e tarantella, ragtime e tradizione.
Carosone è stato un esempio davvero unico di musicista totale e di pianista eccellente: i suoi “pensieri-canzone”, sempre accompagnati da un sorriso a nascondere una struggente malinconia, hanno cambiato per sempre la canzone italiana nel mondo.
Hanno trasformato il modo di farla, quella musica, e il modo di ascoltarla:
con leggerezza ma senza superficialità, con ironia graffiante ma senza mai volgarità banali.
In scena, proviamo a evocare tutto questo riempiendo gli spazi bianchi della sua storia: le parole delle canzoni e gli appuntamenti biografici di Carosone sono l’ossatura sulla quale si innestano gli arrangiamenti raffinati e scanzonati degli Ànema, musicisti virtuosi che rivisitano in modo sorprendente classici senza tempo e perle musicali meno note.
Eppure, il solo pianoforte che risuona dal palco è proprio quello di Renato, presente come per assenza, evocato nelle registrazioni e nelle pagine di documenti rari, come un’eco di quella musica straordinaria che vogliamo testimoniare, celebrare e tramandare.
Grazie a Carosone e al suo inseparabile “pianofortissimo”, la musica di Napoli, con il suo messaggio d’amore e libertà nel tempo, non può che continuare a essere quello che è sempre stata: mille culure…
Enzo Decaro e Paolo Bignamini